venerdì 23 dicembre 2016

Aleppo, Vietnam

Quest'immagine proveniente dall'Aleppo liberata (ripresa senza alcun permesso dal sito Palaestina Felix di cui pubblichiamo volentieri, da tempo, uno snippet nella colonna dedicata alle news da altri siti), è sufficiente per farsi un'idea del riconoscimento dei cittadini per gli eroi della resistenza siriana - o più esattamente i loro capi - che hanno fatto in modo di scacciare l'invasore riducendo al minimo i danni per la popolazione.
Se non avessero fatto di tutto per proteggerla, infatti, sarebbero riusciti a liberarla in molto meno tempo e ciò nonostante, poco hanno potuto, purtroppo, contro i bombardamenti aerei arabo-occidentali di obbiettivi civili.


Oltre ai capi di Stato facilmente riconoscibili per noi occidentali Putin ed Assad, è celebrato anche il segretario del partito sciita libanese Hassan Nasr Allah a cui fanno capo le valorose truppe Hezbollah che hanno svolto un ruolo importante nella difesa del territorio siriano.
In questo momento, circa un milione di siriani sta fecendo ritorno nella città liberata, sventolando bandiere siriane e RUSSE, alla faccia dei giornalisti schierati con i terroristi che fino ad ora hanno accusato la resistenza di terrorismo e viceversa. A tal propostito, si veda il video a margine di questo articolo.
 
I pretesti di guerra falsi ed inconsistenti, le stragi mirate di civili e la sconfitta finale costituiscono tre paralleli che richiamano, come deja-vu alla memoria di chi ha vissuto la fine degli anni '60, il tragico ed inconsulto tentativo statunitense di sottomettere il Vietnam, ed a questo è dovuta la scelta del titolo.
Anche con questa sconfitta, gli USA dovranno rinunciare al ghiotto boccone della ricostruzione e scatenare qualche altra guerra per aumentare il loro PIL, magari - nostro malgrado - contro Paesi (dopo la LIbia) con cui siamo in affari.

Purtroppo gli abitanti di Aleppo, a differenza dei vietnamiti, non hanno avuto la possibilità di nascondersi nella jungla e scavare rapidamente cunicoli nel suo terreno umido e friabile in cui nascondersi: un terreno "mortifero", quello siriano, secondo ciò che insegnava Sun Tzu nella sua codifica dell'Arte della Guerra. Tuttavia, quando si dà battaglia su terreni simili, in genere chi attacca è sempre svantaggiato: forse i generali Israel-USA-sauditi non hanno studiato abbastanza l'antico trattato cinese. Non lo cito a caso perché il classico è di testo in gran parte delle Scuole di Guerra del mondo dove vanno a studiaregli alti ufficiali dei principali eserciti.
Non è stato sufficiente per i comandanti invasori, imparare a non avere sentimenti per l'avversario e a non farsi scrupoli di agire contro la popolazione inerme. Cosa che forse poteva anche rientrare in una più ampia strategia di guerra per i militari di formazione orientale di tremila anni fa, ma di sicuro è una vergogna inaccettabile per quelli occidentali dei giorni nostri.
Ed è con questo genere di comandanti militari che abbiamo a che fare oggi, quindi come meravigliarsi delle bassezze di cui sono capaci i politici che ne dispongono?